La Minigonna, da Mary Quant al New Divina Club


La Minigonna la sua ideazione viene attribuita alla stilista del Regno Unito Mary Quant e divenne popolare dagli anni sessanta, per cui da molti è stata considerata uno dei simboli della Swinging London. Durante i suoi decenni di esistenza è stata più volte dichiarata morta sia da critici di moda che da diversi stilisti ma, seppur con diverse variazioni nella sua diffusione, il capo è rimasto in uso in molti paesi del mondo ininterrottamente dal momento della sua creazione ad oggi.

La Minigonna, sovente detta semplicemente mini (in questo caso il termine viene applicato genericamente anche agli abiti corti), è un tipo di gonna con l’orlo inferiore che arriva molto sopra le ginocchia (lunghezza variabile a seconda dei modelli, nei primi introdotti 10/15 cm o più sopra la linea delle ginocchia, successivamente anche più corti), mostrando quindi parte della coscia. Può essere aderente (eventualmente con spacco centrale o laterale) o meno ed è realizzata in vari tessuti (jeans, similpelle, cotone, PVC, ecc.). Il termine mini è stato poi applicato anche ai vestiti che scoprono le gambe come le minigonne, nati nello stesso periodo, definiti mini-abiti.

La storia della minigonna parte da un ristorante collocato in uno scantinato di King’s Road a Londra. E cosa ci fa una minigonna in uno scantinato “allestito” a ristorante nel 1955? Sta cambiando la storia dell’umanità (e non lo sa). Tutta colpa di Mary Quant che condivide la casa di King’s Road, adibita a ristorante e boutique poi (il mitico Bazaar) insieme agli amici Alexander Plunket Greene e Archie Mc Nair. In quegli anni Mary Quant non ha dubbi: e mentre la Regina rende l’Inghilterra il Paese più tradizionalista del mondo Mary Quant inventa la minigonna che viene ufficializzata capo di culto nel 1965 (e stando a questa data la minigonna compie 50 anni proprio nel 2015). La minigonna “finisce” nelle più grandi rivoluzioni dell’Epoca d’oro dell’Europa che si traducono in: Beatles e Swinging London. Una parrucchiera di 17 anni, tale Lesly Hornby, diventa la modella minuta che indossa la minigonna, mini come la Mini auto brit per eccellenza. Il suo nome è Twiggy e via, la leggenda della minigonna nasce e non ha intenzione di accorciarsi.

Ad accorciarsi sono, sempre più, i centimetri di orlo che si allontanano paurosamente dalla linea del ginocchio e salgono su, sempre più su, verso una vita sempre più bassa. «Le vere creatrici della mini sono le ragazze, le stesse che si vedono per strada» con questa affermazione Mary Quant spazza via la diatriba sull’origine della minigonna nata con il designer visionario Courrèges che “si” attribuisce il brevetto nel 1964. La minigonna nata nello casa di King’s Road fa di quella via una nuova Mecca per la moda inglese e presto mondiale. I pruriti londinesi fregano sul tempo i lustrini di Hollywood, la Regina investe Mary Quant con l’onorificenza di Cavaliere della Corona Britannica, avallando la sua rivoluzione cortissima in terra Reale. 60 anni dopo Privalia, l’e-commerce di moda chiede a Virginia Hill, docente di Storia della moda e del costume dell’Istituto Marangoni, di analizzare un fenomeno che non ha intenzione di pensionarsi da solo (nonostante le longuette siano il motivo imperante dell’Autunno Inverno 2015/2016) «Quello che tutti considerano un elemento clou di questa gonna, l’essere sexy, in origine non era il suo plus, anzi: la minigonna rappresentava un richiamo a un abbigliamento infantile, comodo e spensierato in totale contrasto con il tailleur sartoriale della donna adulta e seria».